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Pubblicato da Redazione il Maggio 22, 2021

Diritto all’Oblio Costo

Per diritto all’oblio, si intende il diritto alla cancellazione dei dati personali. Per chiedere la cancellazione dei risultati di ricerca in base alla legislazione europea, attualmente in vigore, si fa riferimento al nuovo Regolamento europeo 679/2016, il General Data Protection Regulation, più noto con l’abbreviazione di GDPR.  Il diritto all’oblio è una delle novità e dei principi cardine del GDPR che ha completamente aggiornato la legislazione comunitaria in materia di protezione dei dati personali, e modificato in maniera significativa la privacy online.  

Diritto all’oblio, come fare

Quando si decide di far cancellare notizie dal web, prima di tutto bisogna risalire alla fonte della notizia. Di certo l’interesse principale sarà quello di fare in modo che una determinata notizia non compaia più sui motori di ricerca, e su Google in particolare, e che dunque si possa rimuovere l’url dalla ricerca Google. Ecco perché, viene in soccorso il Gdpr che all’articolo 17 definisce il diritto all’oblio come “il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali”. Il primo passo, dunque, è quello di rivolgersi direttamente al sito che cita la notizia o il contenuto che si desidera rimuovere. Si può scrivere al proprietario del sito, oppure al direttore responsabile nel caso di un un giornale online e dunque di una testata regolarmente registrata. Il Testo Unico dei doveri del giornalista, infatti, prevede il dovere della rettifica, nel caso di notizie inesatte o che contengano errori. Un’ipotesi possibile sia per un giornale cartaceo che per un giornale online. 

Diritto all’oblio e Privacy

Un’altra strada – nel caso di risposta negativa o non esaustiva della testata che ha pubblicato l’articolo incriminato – è la richiesta diretta al motore di ricerca. E’ possibile, infatti, rivolgersi direttamente a Google che mette a disposizione degli utenti un modulo per richiedere la rimozione di una url, o la cancellazione di una pagina web. In ultima ipotesi, infine, si può decidere di intraprendere le vie legali. Basta ricordare che, con una sentenza del 13 maggio 2014 la Corte di giustizia Europea ha stabilito che gli utenti hanno il diritto di richiedere ai motori di ricerca di rimuovere determinati risultati che li riguardano. La decisione è arrivata in merito all’ormai celebre caso di Google Spain contro l’Agencia Espanola de Proteccion de Datos (APED) e Mario Costeja Gonzales, cittadino spagnolo che si era rivolto al garante spagnolo per chiedere la rimozione da Google di alcune ricerche associate al suo nominativo, che riguardavano una vicenda giudiziaria a lui collegata. La Corte di Giustizia Ue ha dato ragione al cittadino, obbligando Google alla rimozione dei contenuti e creando un precedente molto importante.

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